La bambola spezzata…

Gianni De Feo

31 gennaio 2015

Due personaggi, una madre e sua figlia, si rivedono dopo lunghi anni di abbandono per affrontarsi in un ultimo dialogo catartico. Si scrutano, si riconoscono, si respingono, sospesi in uno spazio onirico e irreale.

La madre, scolpita in un’età indefinibile, bianca come marmo, accartocciata su uno sgabello simile a un rapace pronto all’attacco, lo sguardo vivido e tagliente, è deturpata dai segni evidenti di una vita consacrata alla fede nazista. Contaminata da quella follia delirante, frutto di un agghiacciante addestramento di disumanizzazione, ha annullato il femminile, perdendo così ogni identificazione.

La figlia, abbandonata da quella stessa madre fin dalla prima infanzia, è ora decisa ad andare fino in fondo per toccare con mano l’orrore e riscattare infine il suo dolore. Spera, in fondo, in un pentimento da parte del rapace/carnefice che possa far nascere una riconciliazione.

Il ritmo è serrato e forte. L’atmosfera tagliente. Come in un ring, i due animali si affrontano in un emozionante e feroce scontro tra vittima e carnefice. Grottesca e patetica la madre, in preda ad improvvisi attacchi di pianto, chiede, pretende, implora addirittura di essere chiamata, forse per la prima volta, mamma; passionale e carnale la figlia, oscillante tra lucida consapevolezza e smarrimento emotivo, stordita dal dubbio, rifiuta, incapace di pronunciare quella parola mai detta fin’ora.

I ricordi, evocati dal suono ipnotico di una ninna nanna, riaffiorano da una vecchia valigia dove rimane custodita una bambola, unica testimone del reale.

That’ s amore

Claudia Ferri, Marco Cavallaro

15 febbraio 2015

Lui. Lei.

Non si conosco. Lui è lasciato dalla fidanzata. Lei molla il fidanzato. Lui e Lei sono cacciati di casa. Lei e Lui affittano per uno strano scherzo del destino lo stesso appartamento. Lui e Lei sono costretti a passare un intero week and insieme, ma Lei odia tutti “Lui” e Lui odia tutte le “Lei”.

 I problemi arrivano quando arriva “L’altro”.

 In una girandola di situazioni arriva la nuova commedia dell’autore dello spettacolo pluripremiato “Pericolo di coppia”. Una divertente storia d’amore condita da dolci e romantiche canzoni, una vera è propria commedia musicale “da camera”.

Una favola moderna sul precariato, sulle nuove tecnologie e sul bisogno d’amarsi per affrontare la vita.

Vacanze Rumene

Regia: Marco Cavallaro

Di Gaetani – Generosi Cavallaro con Fabrizio Gaetani – Christian Generosi e Andrea Catarinozzi

15 febbraio 2015

In un periodo di crisi economica mondiale trovare un lavoro è già complicato, figuriamoci se chi un lavoro c’è l’ha si ritrova a perderlo perché la politica del “Capo” cambia a favore del vento dell’Est.

Due attori, scartati da tutti i provini che fanno, lavorano come manovali in un cantiere edile. Perennemente in ritardo sul lavoro, sull’affitto, sulle bollette, con le donne e con la voglia di lavorare sotto i piedi, sono vessati dal “Capo cantiere” che non sopporta più i loro comportamenti.

Un bel giorno al cantiere per risparmiare sulle paghe, i nostri due attori manovali vengono licenziati a discapito di manodopera proveniente dall’Est.

I due, buttati in mezzo alla strada, non possono che fare la loro più grande interpretazione della vita, fingersi “Rumeni” per continuare a vivere dei loro sogni e pagare le bollette.

Una commedia scanzonata sull’arte tutta italiana del sapersi “arrangiare” finché la buona sorte non decide di venire alla loro porta…o al cantiere.